21. Thòdoros Kallifatidis
Un semplice delitto




In un lago nei pressi di Stoccolma, un sacco nero affiora dopo il disgelo. Contiene il cadavere di una giovane donna, uccisa da un proiettile.
Kristina Vendel, commissario di fresca nomina, non ha indizi da cui partire per la sua inchiesta. Solo vaghe ipotesi: un banale dramma urbano, un omicidio a scopo di rapina o un regolamento di conti tra russi?
E la vittima: è un'immigrata, forse clandestina, o una prostituta, il cui tragico destino non sembra interessare a nessuno?
Ma una vita umana può passare, nella civilissima Svezia, totalmente inosservata?
Un semplice delitto può nascondere un segreto sconvolgente.

Un semplice delitto è il primo romanzo giallo dello scrittore e poeta svedese di origine greca Thòdoros Kallifatidis, voce originalissima della vivace letteratura scandinava, che si inscrive nel solco aperto dai celebri Maj Sjöwall e Per Wahlöö.


 

 



21. Thòdoros Kallifatidis
Un semplice delitto
trad. di Angela Urbano

pp. 234, € 12,90
2012
ISBN 978-88-8306-219-3


Collana Piccola Aristea 5

Notizie sull’autore:
Thòdoros Kallifatidis è nato in Laconia nel 1938. Trasferitosi ad Atene nel 1956, dopo il ginnasio studiò teatro con il grande regista Kàrolos Koun. Nel 1964 emigrò in Svezia, dove vive tuttora, e dove si è affermato come uno dei maggiori scrittori. Ha studiato filosofia all'Università di Stoccolma, dove più tardi ha insegnato. Per quattro anni ha diretto la rivista letteraria “Bonniers Letterära Magasin”. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia, libri di viaggio, saggi, opere teatrali e undici romanzi, tra cui L’amore, Mi chiamo Stelios, Servi e padroni, L’Angelo caduto, Un giorno ad Atene e Timandra, che ha vinto un importante e prestigioso premio all’Accademia Svedese. “La libertà per me è sempre stato qualcosa che mi sono lasciato alle spalle. Prima ho abbandonato il mio villaggio, poi la mia città, poi il mio Paese, poi la mia lingua. Con Timandra ho abbandonato il genere maschile”, ha affermato. “Quando Thòdoros Kallifatidis sceglie la via della libertà sacrifica perfino l’archetipo del genere maschile”, ha scritto di lui il critico svedese Karl Eric Balud sulla rivista “Svenska Tag Bladed”. “La scrittura di Kallifatidis è bella come i meriggi del suo Paese”.


 

22. Nikos Katzanzakis
Francesco


Dopo il grande successo di Zorba il greco Crocetti Editore propone ai lettori italiani Francesco, in traduzione integrale dal greco: la storia di un uomo straordinario raccontata dalla penna magistrale di Nikos Kazantzakis:

"Non ci sono fame, sete, sventura; c'è soltanto il cuore dell'uomo;
è lui che fa mulinare il nulla e lo rende pane, acqua e felicità."



22. Nikos Kazantzakis
Francesco

Traduzione italiana di Valentina Gilardi
pp. 402, € 16,00
2013
ISBN 978-88-8306-275-9



Collana Piccola Aristea 6

 

 

 

 

Nikos Kazantzakis è il maggior scrittore greco del Novecento. Autore di romanzi, poesie, testi teatrali e filosofici, ha tradotto in neogreco l'Iliade e l'Odissea, Platone, la Commedia di Dante, Il principe di Machiavelli, Nietzsche, Bergson e molto altro ancora. Ha anche scritto una monumentale prosecuzione dell'Odissea di Omero, un poema di 33.333 versi, tradotto in cinque lingue, e di cui è in corso la traduzione in italiano.


 

23. Nikos Katzanzakis
Rapporto al Greco

L'ultimo libro, forse il più bello, dell'autore di Zorba il greco.

El Greco, soprannome metà italiano e metà spagnolo, è Dominikos Theotokòpulos (1541-1614), l'artista più illustre di Creta.
Emigrato dalla sua isola a 26 anni, sostò a Venezia e a Roma, dove affinò la sua arte alla scuola di Tiziano e del Tintoretto, prima di stabilirsi a Toledo, in Spagna.
Come un soldato al termine della missione assegnatagli fa rapporto al suo generale,
così Nikos Kazantzakis stila il rapporto della propria missione terrena al suo illustre antenato.
In Rapporto al Greco, l'autore di Zorba chiama a raccolta i ricordi di un'esistenza eccezionale, e, nutrendole col sangue del proprio cuore, ridona vita alle grandi anime che venerava: Odisseo, Cristo, Dante, Nietzsche, Lenin, il Buddha, lo stesso Zorba.
E ai lettori lascia un messaggio di sfida e di speranza: "Ama la libertà sopra ogni cosa, non accettare di rendere schiava la tua anima, scala la vetta più alta che un
essere umano possa raggiungere".

23. Nikos Kazantzakis
Rapporto al Greco

Traduzione italiana di Nicola Crocetti
pp. 622, € 18,00
2015
ISBN 978-88-8306-300-8



Collana Piccola Aristea 7

Nikos Kazantzakis è il maggior scrittore greco del Novecento. Autore di romanzi, poesie, testi teatrali e filosofici, ha tradotto in neogreco l'Iliade e l'Odissea, Platone, la Commedia di Dante, Il principe di Machiavelli, Nietzsche, Bergson e molto altro ancora. Ha anche scritto una monumentale prosecuzione dell'Odissea di Omero, un poema di 33.333 versi, tradotto in cinque lingue, e di cui è in corso la traduzione in italiano.


 

24. Ghiannis Ritsos
Quarta dimensione


Per la prima volta in italiano l'edizione integrale del capolavoro di uno dei maggiori poeti del Novecento: la forza dell'Ellade, il fascino assoluto del suo mistero, si incarnano, nei 17 poemetti tradotti da Nicola Crocetti e raccolti in questo volume, nelle figure degli eroi e delle eroine che ci raccontano, con la loro tragica e maestosa voce, la fatica e la sofferenza dell'esistenza, ma anche l'amore e la gioia di poter dire: "noi siamo vivi!".
Paradossalmente Ritsos, decostruendo il mito originale (la "quarta dimensione") e reinventandolo, restituendoci un mondo che credevamo sepolto nelle sale dei musei o nelle pagine di libri polverosi, ci insegna che esso in realtà non muore mai, e che le potenti figure della leggenda ci raccontano di noi e del nostro dolore, come un oracolo, ostinandosi ad inneggiare alla vita.


24. Nikos Kazantzakis
Quarta dimensione

Traduzione italiana di Nicola Crocetti
Introduzione di Ezio Savino
pp. 432, € 18,00
2013
ISBN 978-88-8306-276-6


Collana Armonia 1

Notizie sull’autore: Ghiannis Ritsos nacque a Monemvasià nel 1909. Dopo un’infanzia segnata da gravi lutti familiari, nel 1926, colpito da tisi, fu ricoverato in sanatorio, dove rimase per tre anni. In seguito esercitò la professione di attore-ballerino e di copista in una banca. Nel 1933 entrò nelle file della sinistra, avviando un impegno politico che segnerà, spesso dolorosamente, la sua esistenza. Durante la guerra civile, il successivo governo di destra e la dittatura dei Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente incarcerato e deportato nei “campi di rieducazione nazionale”, ma restò sempre fedele ai suoi ideali di libertà e di giustizia sociale. L’impegno politico ebbe un’importanza centrale anche nella sua poesia, ma in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti e gioiose, della grecità.
Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali di grande prestigio, e fu candidato per anni al Premio Nobel per la Letteratura. Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali sono stati tradotti in tutte le lingue europee.
Dotato di un’incredibile facilità di versificazione, Ritsos è autore di oltre cento raccolte, tra le quali segnaliamo Trattore (1934); Piramidi (1935); Epitaffio (1936); Sinfonia di primavera (1938); La marcia dell’oceano (1940); L’uomo con il garofano (1952); Veglia (1954: contiene Grecità e La Signora delle Vigne); I quartieri del mondo (1957); Quando arriva lo straniero (1958); L’architettura degli alberi (1958); Le vecchie e il mare (1959); Sotto l’ombra del monte (1962); Dodici poesie per Kavafis (1963); Testimonianze I (1963); Filottete (1965); Testimonianze II (1966); Gesti (1969-70); Pietre Ripetizioni Sbarre (1972); Elena (1972); Crisòtemi (1972); Quarta dimensione (1972); Diciotto canzonette per la patria amara (1973); Graganda (1973); La distruzione di Melos (1974); Inno e lamento per Cipro (1974); La pignatta affumicata (1974); Il muro nello specchio (1974); Diario d’esilio (1975); L’ultimo secolo prima dell’uomo (1975); Attualità (1975); Divenire (1977); La Porta (1978); Il corpo e il sangue (1978); Una lucciola illumina la notte (1978); Trittico italiano (1976-81, contiene: Trasfusione, Il mondo è uno, La statua sotto la pioggia); Erotica (1980-81).
Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet, Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi.
È morto nel 1990.
È stato tradotto nelle principali lingue del mondo.
Numerose le traduzioni in italiano, la maggior parte delle quali dovute a N. Crocetti: La Signora delle Vigne, Parma 1986 (con importanti riferimenti bibliografici); Erotica (1981, in questa collana, Lèkythos 1); Il Funambolo e la Luna (1984, in questa collana, Lèkythos 4); Quarta dimensione (1993), e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller 1969); Prima dell’uomo (Mondadori 1972); Diciotto canzonette per la patria amara (Verona 1974); La distruzione di Melos (Bologna 1975); Elena (Verona 1985); Pietre Ripetizioni Sbarre (2004, Lèkythos 35).


 

25. Alejandra Pizarnik
La figlia dell'insonnia

Alejandra Pizarnik è un caso letterario senza precedenti. Nella storia recente dell’editoria non si era mai verificato che un libro di poesia reclamasse le tirature di un best seller. È accaduto in Spagna con l’Opera poetica, che ha sfondato il muro delle 15.000 copie vendute. Esauritissimo e richiestissimo, il libro attende la quinta edizione, mentre in Europa gli editori si contendono le opere, i saggi, i Diari della grande poetessa argentina.
La figlia dell’insonnia, pubblicato con tempestività e preveggenza da Crocetti Editore, è la prima traduzione italiana della Pizarnik, affidata al suo massimo specialista.
Grazie a questo libro stupendo, anche il lettore italiano potrà provare l’emozione che sta elettrizzando il mondo letterario. Sarà tramortito dalla lancinante bellezza dei versi della Pizarnik e penetrerà a fondo nella sfera intima di Alejandra, dove le esperienze della solitudine, della sofferenza, della morte, ma soprattutto dell’amore sono magicamente rivitalizzate dalla pienezza di una incomparabile parola poetica.

Un libro imperdibile, di rara bellezza, che sa toccare il cuore dei lettori.






Gli occhi aperti

Qualcuno misura singhiozzando
l’estensione dell’alba.
Qualcuno pugnala il cuscino
in cerca del suo impossibile
spazio di quiete.


(testo originale a fronte)






25. Alejandra Pizarnik
La figlia dell'insonnia

Traduzione italiana di Claudio Cinti
Introduzione di
Enrique Molina
Con uno scritto di
Octavio Paz
pp. 186, € 14,00
2015
ISBN 978-88-8306-349-7


Collana Armonia 2

 

Notizie sull’autore:
Alejandra Pizarnik nacque a Buenos Aires il 29 aprile 1936 da una famiglia originaria dell’Europa orientale. Si laureò in Lettere e Filosofia a Buenos Aires, e più tardi si dedicò alla pittura. Dal 1960 al 1964 visse a Parigi dove si dedicò all’attività giornalistica ed editoriale. Pubblicò numerose raccolte di versi e saggi critici tradotti da Antonin Artaud, Henri Michaux, Aimé Cesairé e Yves Bonnefoy, e si laureò in Storia delle religioni e Letteratura francese alla Sorbona. In seguito tornò in Argentina, dove pubblicò tre delle sue raccolte principali, “Los trabajos y las noches”, “Extracción de la piedra de locura” e “El infierno musical”, oltre al volume in prosa “La condesa sangrienta”. Il 24 settembre 1972 morì per overdose di barbiturici nella clinica psichiatrica in cui era stata ricoverata.


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